


Originario della Birmania, essendo un gatto sacro non gli era consentito di uscire dai templi;nonostante questa rigidissima regola protettiva pare che intorno agli anni 20 il miliardario americano Vanderbit, nel corso di una crociera in Oriente, fosse riuscito a ottenere, forse corrompendo l’inserviente di un tempio, un maschio e una femmina. I loro discendenti, stabilitisi in Francia, si riprodussero e prosperarono. Come tante altre razze, a causa della seconda guerra mondiale, anche il Birmano rischiò l’estinzione: se ne salvò soltanto una coppia dalla quale, con molta cura e pazienza, venne ricostituita la razza.
Il Birmano è un gatto dallo splendido carattere, un pò timido e molto sensibile; non è certo un attaccabrighe, noioso o chiassoso, ma se non ottiene quello che vuole “mette il muso” ed è capace anche di fare piccoli dispetti. Ama molto il gioco, anche in età avanzata, ed è proprio attraverso il gioco che socializza facilmente. Poichè ha bisogno di muoversi molto, per lui, sopratutto da cucciolo, giocare con una pallina rappresenta la soluzione ideale a questa sua necessità e, cosa interessante, proprio con la pallina gli si può insegnare il riporto, attività che pochissimi gatti sono in grado, o sono interessati a fare.
Il Birmano appartiene al gruppo delle razze feline che recano i geni Siamesi, infatti ha il mantello di colore chiaro, con muso, zampe, orecchie e coda scure ed i suoi occhi sono blu, con tonalità che variano dal celeste chiaro al blu zaffiro.
